L’amore per il territorio, la voglia di mantenere e tutelare le peculiarità di un ambiente unico ed incontaminato, sono gli elementi che ci hanno portato a lavorare sul recupero e la produzione della fauna ittica autoctona e della trota del fiume Simbrivio, opera voluta con forza e determinazione dal locale sodalizio dell’Enalcaccia Pesca e Tiro Vallepietra.
Gli scopi di ricerca, conservazione e riproduzione della trota autoctona. Infatti, dalla collaborazione con l’Università Politecnica delle Marche e l’Università di Perugia (partner del progetto europeo Life+ TROTA), è stata evidenziata la presenza della trota mediterranea nel Fiume Simbrivio, di cui l’incubatoio ittico di valle, promuoverà la tutela e la diffusione nei corsi d’acqua della zona. All’incubatoio, che ospiterà le prime uova di trota mediterranea, sarà collegato un percorso didattico educativo per sensibilizzare i giovani alle tematiche della protezione dell’ambiente fluviale, della pesca sostenibile e alle importanti pratiche del “catch & release”.
L’obiettivo è la conservazione ed il recupero della popolazione esistente di trota mediterranea, l’unica trota originaria dell’Italia centro-meridionale, presente in alcuni importanti bacini idrografici dell’Appennino centrale tra cui il Simbrivio. Analisi ambientali, campionamenti ittici, attività di sensibilizzazione, reintroduzione e ripopolamento con trote autoctone: sono solo alcune delle attività del progetto Enalcaccia, che mira a “mettere in sicurezza” la popolazione di Trota Mediterranea e a favorirne la diffusione nei corsi d’acqua appenninici, dove è stata progressivamente soppiantata da trote appartenenti alla specie atlantica immesse a scopo di ripopolamento.
Attualmente Enalcaccia Pesca e Tiro Vallepietra, ha stilato un protocollo di intesa, per la collaborazione della gestione fluviale del Simbrivio, con il responsabile scientifico del Dipartimento di Chimica, Biologia e Biotecnologie dell’Università degli Studi di Perugia, Dott. Massimo LORENZONI.
Le analisi genetica effettuate ad alcuni esemplari di Trota Fario Mediterranea del Simbrivio fanno ben sperare, possiamo dire che la popolazione esaminata mostra un buon livello di integrità genetica e merita senz’altro una particolare attenzione.
Ad oggi il nostro obiettivo non è cambiato. Dopo una lunga fase di riassetto organizzativo stiamo ripartendo più decisi che mai a portare a termine ciò che abbiamo iniziato tanti anni fa: il recupero della trota autoctona del Simbrivio. Insieme alla Regione Lazio, al Parco Regionale dei monti Simbruini, all’ARSIAL e al Mediterranean Trout Research Group stiamo avviando questo importante progetto. La nostra fortuna? avere alle spalle un uomo unico a cui il mondo della pesca, tra pochi anni, dovrà moltissimo: il Prof. Pierpaolo Gibertoni. Lui e il suo Team stanno girando ogni corso d’acqua presente sul territorio italiano per cercare di salvare, laddove possibile, i vecchi ceppi autoctoni di trota presenti. Da parte nostra una sola parola Prof. : GRAZIE!!!
Di seguito mostriamo alcune diapositive inerenti il progetto di tutela…



